come funziona e quali sono i record più comuni
9 mins read

come funziona e quali sono i record più comuni

Sapevi che anche Internet ha un suo “elenco telefonico”? Si chiama DNS, acronimo di Domain Name System. Senza questo sistema navigare in rete sarebbe molto complesso e macchinoso, poiché consente agli utenti di inserire un nome di dominio per poter raggiungere la risorsa o il sito web desiderato.

Nella realtà, dietro a questi nomi si celano gli indirizzi IP, ovvero stringhe numeriche particolarmente lunghe. Il DNS, in poche parole, traduce i domini, come www.shellrent.com, nei corrispondenti indirizzi IP, facilitando l’accesso ai siti web senza la necessità di ricordare una sequenza complessa di numeri.

Cos’è il DNS e come funziona

Quando un utente ricerca mediante la barra degli indirizzi del browser un preciso indirizzo, il sistema si occupa, innanzitutto, di cercare l’indirizzo IP corrispondente al dominio.

Qualora il server DNS avesse già la corrispondenza tra il dominio e l’indirizzo IP nella sua cache, il risultato verrebbe restituito immediatamente. Nel caso in cui, invece, non possieda l’informazione nella sua cache, il server DNS inoltra la richiesta a una gerarchia di server collocati al livello più alto della gerarchia dei DNS, a partire dai server root fino ai server autoritativi.

Una volta trovato l’indirizzo IP, il server DNS restituisce la risposta al dispositivo che ha effettuato la query. Questo processo, in ogni caso, avviene in un brevissimo lasso di tempo.

In breve, il funzionamento del DNS segue i seguenti punti:

  1. il browser registra il nome del dominio scritto dall’utente sulla barra;
  2. il dominio corrisponde a un determinato indirizzo IP;
  3. l’indirizzo IP è il risultato di una combinazione di numeri che identificano un host all’interno di una rete;
  4. il DSN entra in azione per collegare il dominio al relativo indirizzo IP, permettendone l’accesso.

Tutti i termini utilizzati quando parliamo di DNS

Vediamo quali sono, nel dettaglio, i termini più utilizzati e importanti nell’ambito del DNS.

Il primo termine è Resource Record (RR): si tratta di un record di risorsa, cioè una descrizione di tipo testuale di una riga che si riferisce a una specifica tipologia di risorsa. È un elemento base nel sistema DNS e rappresenta le sezioni answer, authority, additional del pacchetto DNS.

Altro termine molto importante è DNS Zone file o file di zona. I record di risorsa che si riferiscono al proprio dominio vengono immagazzinati all’interno di un file di zona. All’interno di un file di zona possiamo trovare le mappature tra i vari indirizzi IP e i nomi che sono contenuti dentro quella sotto-categoria. Li troviamo come singoli record di risorsa che puntano a vari aspetti del dominio. Il file di zona può contenere commenti e direttive e viene conservato sullo specifico nameserver.

Infine, citiamo proprio il nameserver. Non si tratta altro che di un server specializzato che si occupa di gestire le query all’interno della posizione dei nomi di dominio. Quando si gestisce un sito web, quindi, si punta il proprio dominio verso specifici nameserver dandogli i settaggi DNS del proprio dominio. Solitamente, i propri nameserver sono quelli del provider con cui hai registrato il dominio, ad esempio Shellrent.

Cosa sono i record DNS

I record DNS sono delle vere e proprie istruzioni contenute all’interno del file di zona di un dominio, che indicano ai server DNS come gestire le richieste relative a quel dominio.

Ogni record DNS fornisce un’informazione specifica: può indicare a quale indirizzo IP è associato un nome di dominio, quale server gestisce la posta elettronica, oppure quali altri server sono autorizzati a rispondere per quel dominio. In pratica, i record DNS rappresentano il modo in cui un dominio “comunica” al resto della rete come deve essere raggiunto e utilizzato.

Una corretta configurazione di questi record è fondamentale per garantire che il proprio sito web, la propria casella di posta e gli altri servizi collegati al dominio funzionino correttamente.

Quali sono i più comuni tipi di record DNS

Il percorso ci porta ad approfondire quali sono le tipologie più comuni di record DNS che è possibile implementare. Vediamo quelle più utilizzate.

Record DNS Significato Funzione principale Esempio / Utilizzo
CNAME Canonical Name (nome canonico) A cosa serve un record CNAME? Permette di associare un dominio a un altro dominio, indirizzando automaticamente il traffico verso quest’ultimo. www.iltuodominio.com può puntare a un altro dominio utilizzato, ad esempio, per un negozio online.
A Address record Mappa un nome di dominio a un indirizzo IP IPv4. Associa iltuodominio.com a un indirizzo IPv4 come 192.0.2.1.
AAAA Address record (IPv6) Mappa un nome di dominio a un indirizzo IPv6, il protocollo più recente rispetto all’IPv4. Associa iltuodominio.com a un indirizzo IPv6.
TXT Text record Consente di inserire informazioni testuali nei record DNS. Viene utilizzato, tra le altre cose, per verificare la proprietà di un dominio e per configurazioni di sicurezza. Google può richiedere l’inserimento di una specifica stringa TXT per verificare la proprietà del dominio.
MX Mail exchange Indica il server di posta elettronica responsabile della ricezione delle email per un determinato dominio. Indica il dominio del provider di posta che gestisce le email del dominio. I record MX puntano a un dominio e non direttamente a un indirizzo IP.
NS Nameserver Indica quali server DNS sono responsabili della gestione delle richieste relative a un dominio. Quando si cambia provider di hosting o DNS, può essere necessario aggiornare i record NS.
PTR Pointer È utilizzato per la risoluzione DNS inversa, cioè per associare un indirizzo IP a un nome di dominio. Svolge una funzione inversa rispetto al record A. Permette di verificare che il nome di un server sia associato all’indirizzo IP dal quale proviene una connessione. È particolarmente importante anche per i server di posta in uscita.

I record DNS e la propagazione

Quando si modificano o inseriscono nuovi record DNS segue un periodo in cui il record DNS viene aggiornato all’interno dei server mondiali che viene comunemente chiamato periodo di propagazione DNS.

Solitamente, può servire anche più di un giorno affinché il record DNS si propaghi in maniera completa. Mentre ciò avviene, il proprio sito internet potrebbe risultare non disponibile. Naturalmente, è possibile verificare l’avanzamento della propagazione DNS. Per farlo, basterà utilizzare degli strumenti offerti gratuitamente in rete, come DNS Checker.

L’importanza del DNSSEC

DNSSEC, acronimo di Domain Name System Security Extensions, indica una tecnologia di sicurezza che riguarda il sistema di nomi di dominio. Il loro ruolo è quello di aggiungere maggiore protezione ai record DNS inserendo firme crittografiche utili all’autenticazione.

Ricordiamo, però, che non tutti i nomi di dominio supportano la tecnologia DNSSEC.

La gestione dei domini e dei record DNS

Quando registri un dominio, uno degli aspetti più importanti è la configurazione del DNS. La maggior parte dei registrar, come Shellrent, fornisce un pannello per gestire i record DNS in modo intuitivo. Come già sottolineato, una configurazione errata dei record DNS può causare problemi di accesso ai tuoi servizi, quindi un malfunzionamento del tuo sito web e/o della posta elettronica.

Una volta effettuato l’acquisto di un dominio, puoi scegliere di usare i server DNS offerti dal registrar (la società presso cui hai registrato il dominio) oppure impostare server DNS personalizzati.

La corretta configurazione dei server DNS garantisce che le query per il tuo dominio siano risolte correttamente, consentendo agli utenti di raggiungere il tuo sito web e ai tuoi servizi di funzionare senza interruzioni.

PakarPBN

A Private Blog Network (PBN) is a collection of websites that are controlled by a single individual or organization and used primarily to build backlinks to a “money site” in order to influence its ranking in search engines such as Google. The core idea behind a PBN is based on the importance of backlinks in Google’s ranking algorithm. Since Google views backlinks as signals of authority and trust, some website owners attempt to artificially create these signals through a controlled network of sites.

In a typical PBN setup, the owner acquires expired or aged domains that already have existing authority, backlinks, and history. These domains are rebuilt with new content and hosted separately, often using different IP addresses, hosting providers, themes, and ownership details to make them appear unrelated. Within the content published on these sites, links are strategically placed that point to the main website the owner wants to rank higher. By doing this, the owner attempts to pass link equity (also known as “link juice”) from the PBN sites to the target website.

The purpose of a PBN is to give the impression that the target website is naturally earning links from multiple independent sources. If done effectively, this can temporarily improve keyword rankings, increase organic visibility, and drive more traffic from search results.

Jasa Backlink

Download Anime Batch

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *